Perché un codice etico
Questo codice etico si articola in due insiemi di valori – ispirati nell’idea ma da non credente – alla struttura delle virtù cardinali e teologali della tradizione cristiana: è un puro riferimento culturale, e un omaggio alla mia formazione umanistica (mi sono laureato con una tesi su Dante Alighieri, autore in cui etica, tecnica e trascendenza si fondono).
Come ricordava Benedetto Croce nel 1942, «non possiamo non dirci cristiani», non tanto per fede, ma perché il cristianesimo ha impregnato per secoli la nostra lingua, la nostra morale, il nostro intero immaginario.
Il mio codice etico si muove tra azione professionale responsabile e visione culturale trasformativa: le Virtù dell’Azione corrispondono alle antiche virtù cardinali – ciò che regola il fare. Le Virtù del Pensiero, reinterpretano le virtù teologali – ciò che orienta il sapere, il senso, la direzione.
È una struttura laica, ma non neutra: è una dichiarazione di responsabilità verso ciò che faccio, ma anche verso ciò a cui tendere quando si opera nel digitale.
Le 4 Virtù che orientano l’Azione Professionale
(Cardinali, così come i venti sospingono e generano la direzione, creando il senso)
- Prudenza → Rigore tecnico &prudenza operativa: agire con misura, valutare gli aggiornamenti e investimenti, ponderare ogni scelta tecnica, rifiutare l’automatismo cieco. Digitale sì, ma con accorta intelligenza.
- Giustizia → Etica della fiducia e trasparenza: operare con equità verso il cliente, senza manipolazioni, dichiarando sempre il cosa, il come, il perché. Il digitale non è trucco: è patto.
- Fortezza → Autonomia digitale: rafforzare il cliente, non vincolarlo. Sostenere percorsi di libertà strutturale, anche controcorrente rispetto ai trend, perché non tutto ciò che è nuovo è buono; non tutto ciò che è diffuso è giusto.
- Temperanza → Strategia digitale consapevole: rifiutare le scorciatoie, sapere di non avere tutte le risposte, costruire strategie lente, oneste e coerenti.: non si è mai troppo bravi per imparare a misurarsi.
Le 3 Virtù che orientano il Pensiero Professionale
(Teologali, così come la conoscenza sostiene nella pratica la direzione cardinale intrapresa)
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Fede → Sostenibilità e cultura del cambiamento: credere nel digitale come processo lungo, costruttivo, non effimero. Coltivare fiducia nel progresso umano, non tecnologico. Credere in ciò che non si monetizza subito.
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Speranza → Formazione trasformativa: formare è scommettere su una possibilità futura. Vuol dire vedere nell’altro la capacità di evolvere.Ogni corso è un gesto di speranza.
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Carità → Centralità dell’umano: progettare per tutti, senza esclusione. Porre il corpo, la voce, le disabilità e le differenze come dato di realtà, non ostacolo. L’inclusione è un atto politico e umano.
