GA VS GDPR – L’apocalisse dei dati

Sei arrivat* qui ma vuoi informazioni sul contesto o approfondimenti su cosa fare, e quali opzioni hai? I pulsanti qui sotto possono aiutarti a comprendere meglio una situazione caotica e molto complessa.

GA VS GDPR – La timeline per capire meglio i fatti

Costa sta succedendo con Google Analytics?

Il problema di Google Analytics illegale e la decisione del Garante NON sono piovuti improvvisamente dal cielo.

Molti ora si sbracciano per gridare al cielo che era impensabile, ma la realtà è che era nell’aria da anni.

Come per l’entrata in vigore del GDPR nel maggio del 2018, annunciata “in prova” da 2 anni, e alla quale siamo un po’ tutti quanti arrivati all’ultimo secondo, la sentenza Schrems 2 del 2020, che ovviamente ha seguito la Schrems 1 del 2015, arrivano da lontano.

Queste sentenze hanno dichiarato illegittimi i trattamenti dei dati personali fatti da montagne di grandi aziende del Web, ed esse sono quasi tutte americane, o in ogni caso esterne alla UE.

Perché non si è fatto nulla?

Semplicemente, un po’ per la solita mancanza di aggiornamento e incuria informativa (ho sentito castronerie atomiche in queste settimane, tipo che “tanto la responsabilità dei dati è di Google, visto che si parla di GA”: ehm, no… il titolare dei dati siete comunque voi…), e un po’ per il fatto che la situazione era così ingarbugliata che era da subito difficile pensare in autonomia ad una soluzione reale, che non coinvolga a livello internazionale interi stati e blocchi commerciali.

Intendiamoci: la soluzione meramente statistica (quindi avere un sistema di analytics e tracciamento dei dati degli utenti) è assolutamente alla portata, e noi ci abbiamo lavorato nei mesi precedenti, e possiamo già offrire Matomo nella versione auto-gestita (quindi sempre sui server dedicati di altissima qualità gestiti con Siteground che caratterizzano i nostri hosting).

Tuttavia, come spiego meglio nel lungo articolo dedicato “GA vs GDPR – Cosa succede“, questo è solo il primo passo di un problema molto più esteso, problema che implica l’illegalità del semplice trasporto dei dati dei cittadini UE fuori dall’Unione Europea – e specialmente negli Stati Uniti, tutt’altro che un “porto sicuro” per la privacy degli utenti di Internet.

Come siamo arrivati a questo punto?

Ecco, spero che questa scaletta temporale possa aiutare a vederci più chiaro sul lato degli eventi

  • 1978

    FISA

    Il FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act) viene emanato in seguito allo scandalo Watergate che coinvolse Nixon: già negli anni Settanta il “vizietto” di intercettare faceva capolino…

  • Safe Harbor

    Nel 2000 viene introdotto il Safe Harbor, un accordo UE/USA che regola le modalità attraverso cui le società statunitensi possono esportare e gestire dati personali di cittadini europei, a fini commerciali, verso gli Stati Uniti. Accordo annullato nel 2015 dalla sentenza Schrems 1.

    2000

  • 2001

    USA Patriot Act

    Nel 2001, in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre, viene approvato lo USA Patriot Act, che permette al governo di accedere illimitatamente, senza consenso e senza renderlo pubblico a QUALSIASI dato che tocchi il suolo statunitense. Problemino da ridere per la privacy…

  • Protect America Act

    La giurisprudenza del FISA viene integrata dal Protect America Act, con il quale si estendono ulteriormente le possibilità di intercettazione di cittadini non USA a loro insaputa, basta che il dato informatico anche solo transiti su territorio americano.

    2007

  • 2010

    Max Schrems visiting student in USA

    Nel 2010 Max Schrems è visiting student all’università di Santa Clara in California, dove ascolta Ed Palmieri (legale e responsabile privacy di Facebook dell’epoca) tenere una lezione sulla privacy e le azioni di FB stessa, ma la lezione non risulta convincente per Max, che inizia qui a fare guai…

  • Schrems chiede a FB accesso ai propri dati

    Schrems chiede a Facebook di avere accesso ai propri dati. Riceve 1200 pagine di materiali: «E non erano neanche complete»: qui si capisce che il problema è gigantesco: il social network non rispetta le leggi europee, non ci pensa neppure, e manco sa di cosa si sta parlando.

    2011

  • 2013

    Datagate: Snowden & Prism

    Scoppia lo scandalo “Datagate”: le rivelazioni di Edward Snowden (analista informatico e contractor NSA), sul programma di spionaggio Prism e sulla sorveglianza USA di cittadini non americani.

  • Sentenza "Schrems I"

    Dopo anni di battaglie legali, la sentenza “Schrems I” mette fuori gioco l’accordo “Safe Harbor”, che viene invalidato: negli anni diversi report dell’Unione europea verificarono e testimoniarono la mancanza di trasparenza e di rispetto delle norme adeguate nell’ambito dell’applicazione del Safe Harbor Agreement da parte delle aziende statunitensi.

    2015

  • 2016

    Nasce il "Privacy Shield"

    Nasce il “Privacy Shield”, accordo bilaterale UE-USA per uno “Scudo” sulla privacy, come “toppa” rapida dopo l’invalidamento del Safe Harbor con la Schrems 1, ma questo accordo viene da subito giudicato “poco robusto” dalla commissione privacy dell’UE.

  • 2017

  • 2020, luglio

    Sentenza "Schrems II"

    In luglio del 2020 esce la sentenza “Schrems II”, che invalida il Privacy Shield, come previsto da subito dai vari garanti.

  • NOYB presenta i "101 reclami"

    2020, agosto: NOYB, a seguito della sentenza Schrems 2,  inoltra i famosi “101 reclami” ai vari garanti nazionali, in modo da obbligarli ad una risposta ufficiale, che divenga poi automaticamente precedente di giurisprudenza e quindi cambi davvero le carte in tavola.

    2020, agosto

  • 2022, giugno

    il Garante dichiara GA fuori legge

    Nel giugno del 2022, con quasi 2 anni di ritardo, il Garante italiano inizia a recepire ufficialmente i reclami NOYB, e risponde mettendo fuori legge Google Analytics entro 90 giorni.

  • Termine ultimo dell’adeguamento

    Settembre 2022 è quindi la scadenza del termine ultimo dell’obbligo sancito dal Garante: adeguarsi, rimuovendo GA e/o usare soluzioni che non fanno trasporto dei dati degli utenti fuori dall’UE, pena multe che vanno fino al 4% del fatturato dell’annualità precedente ((Vedi: Guidelines on the application and setting of administrative fines for the purpose of the Regulation 2016/679, wp253 – III. Assessment criteria in article 83 (2) – (a) the nature, gravity and duration of the infringement – https://ec.europa.eu/newsroom/article29/redirection/document/80836)).

    2022, settembre

  • 2023 ?

    Armageddon del marketing?

    Nell’intervista di Flora a Federico Leva, quest’ultimo dice (link alla frase nel video) che è facile rimuovere GA ed è in sé vero, ma non devo solo sostituire GA, ma anche eliminare i dati, in una transizione totale da GA a Matomo & Co. e poi eliminare lo storico GA, ma gli obiettivi, i target, ecc. come li gestisco? Al momento, Matomo è praticamente a zero su questi aspetti, che sono vitali per il web marketing. Qui Leva ha mostrato sia il punto eticamente corretto della sua iniziativa, ma anche quanto non abbia la minima idea di cosa comporti DAVVERO l’abbandono di GA. Questo è il punto essenziale della situazione per il futuro, e questo interessante articolo su Linkedin mi pare un buon inizio.